Il Nobel ad Alice Munro e ai suoi racconti

Il Nobel per la Letteratura 2013 alla Canadese Alice MunroIl premio Nobel per la Letteratura è andato quest’anno ad Alice Munro, per i suoi racconti brevi. La scrittrice ottiene così, oltre a uno dei premi più ambiti al mondo, circa 900 mila euro. La critica spende fiumi d’inchiostro per lodare le sue capacità narrative, ed escono in libreria le ristampe delle sue opere anche in Italia.

La narrazione e i personaggi di Alice Munro

“Nemico, amico, amante…” è il titolo tradotto in italiano di uno dei suoi ultimi libri, composto da nove racconti, così sintetici e perfetti da suscitare lo stupore di lettori e critici letterari, ma sono stati pubblicati dal 2004 a oggi molti altri suoi libri, come “Runaway” , “The view of Castle Rock”, “Too much happiness” e “Dear life”. Alice Munro è stata paragonata dalla critica a Tolstoj, a Henry James, a Cechov, per la sua capacità di raccontare in poche righe, per tinteggiare con poche tracce di pennello, la complessità umana, e di ritrarre con incredibile realismo la vita quotidiana, i sentimenti di tutti i giorni, di tutte le vite. Infatti tra i suoi maestri cita proprio gli scrittori appena menzionati, insieme a Erica Jong. La memoria ricostruita dei personaggi suscita emozioni che sono vissute da tutti, le descrizioni sono concise ma particolareggiate. E poi c’è la natura del Canada, i boschi fitti, il paesaggio freddo e sconfinato.
Il Nobel è un premio che arriva all’ultimo momento: la scrittrice, dopo aver passato tutta la vita a scrivere racconti brevi, aveva proprio deciso quest’estate, all’età di ottantadue anni, di “andare in pensione” e non scrivere più.
La sua capacità è proprio quella di saper descrivere in modo veritiero e con grande bravura l’universo del pensiero femminile, con le sua complessità e le sue sfumature, partendo dalla narrazione di fatti comuni della vita quotidiana. Sono sempre le donne, infatti, le protagoniste dei suoi racconti e di quel suo unico romanzo “Lives of Girls and Women”, adolescenti o di mezza età. Il suo carattere controllato, la sua indole perfezionista ma sensibile, l’hanno portata a scrivere racconti di una precisione impietosa, perfetti e limati in ogni parola, crudeli nel distacco con cui sono descritti i fatti di vita e di morte, abbandoni e unioni che avvengono, in realtà, tutti i giorni. Lo sguardo penetrante dal punto di vista sia psicologico sia sociologico la contraddistinguono, insieme a uno stile unico.

Breve biografia dell’autrice

Alice Munro ha un nome che potrebbe sembrare italiano, ma in realtà lei è canadese: il suo vero nome è Alice Laidlaw, mentre Munro, che ha sempre utilizzato per firmare i suoi racconti, è il cognome del suo primo marito, di origine italiana. Ha conosciuto James Munro nell’Università del Western Ontario e quando lo aveva sposato, a 20 anni, aveva già pubblicato la sua prima opera, una novella intitolata “The dimensions of a shadows”. Con lui aveva aperto a Victoria una libreria, ma poi il matrimonio fallì e lei si risposò. Così si trasferì a Vancouver nel 1976 con il secondo marito. Nella sua vita i riconoscimenti non sono mancati: ha vinto per tre volte il premio letterario canadese Governor General’s Literary Award con “Dance of the happy shades”, “Who do you think you are” e “The progress of love”. E ora, il Nobel, per concludere in bellezza la sua carriera di scrittrice.

Immagine: Carlo Süßmilch – FotoliaSimilar Posts:

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