La nascita dei primi film: i cortometraggi e la short comedy

I primi film della storia del Cinema erano cortometraggi: fino al 1913, la loro durata massima era di 15 minuti e la pellicola non superava i 400 metri di lunghezza, non per motivi artistici ma tecnici. Cosa significa cortometraggio Il nome cortometraggio deriva, appunto, dalla lunghezza della pellicola, espressa in metri; oggi, non ha più senso parlare di metraggio, infatti, si usa molto più spesso la parola corto per indicare questo tipo di film. Oggi, il cortometraggio è considerato dai registi come una sintesi d’autore, un modo per far conoscere il proprio stile e la propria bravura. Questo non perché il corto sia di minor qualità rispetto al lungometraggio: semplicemente, quest’ultimo ha maggior successo dal punto di vista commerciale, quindi viene preso più in considerazione dai produttori che finanziano. Il corto, infatti, è spesso autofinanziato dal regista stesso, per questo motivo. I corti più diffusi, oggi, sono quelli a scopo pubblicitario: i video clip, gli spot, i promo e i trailer cinematografici. I primi hanno una durata tra i 3 e i 5 minuti e hanno come scopo quello di pubblicizzare un pezzo musicale. I secondi non superano il minuto e pubblicizzano prodotti. I promo e i trailer pubblicizzano trasmissioni televisive e film cinematografici. Per quanto riguarda l’animazione, i più importanti corti della storia del cinema sono quelli realizzati dalla Warner Bros, dalla Walt Disney e dalla Metro-Goldwyn-Mayer. Con l’entrata in scena della computer grafica, oggi vengono realizzati corti in motion graphics, sia 2D che 3D. La short comedy Diversa è la storia della short comedy. La nascita del cinema comico risale agli inizi del Novecento; s’ispirava molto al teatro, in particolare allo stile della Commedia dell’Arte: acrobazie, piroette e maschere venivano utilizzati come elementi portanti nei primi corti comici, che erano ancora senza il sonoro; infatti, proprio per questo motivo, era quasi necessario affidarsi alla gestualità e ai movimenti del corpo per attirare l’attenzione e far ridere. I caratteri delle short comedy All’interno delle short comedy, come allora anche oggi, non è necessario uno spessore psicologico dei personaggi come, invece, in altri generi cinematografici: i protagonisti, molto spesso, non sono altro che maschere svuotate di ogni evento passato che possano aver vissuto, messe lì con il solo intento di far ridere con le loro azioni (ad esempio, Stanlio e Ollio o Mr. Bean). Si tende a pensare che per creare un racconto comico, la storia stessa deve esserlo: in realtà, ciò è sbagliato. La comicità di una scena, spesso, sta proprio nel fatto che viene inserita in un contesto drammatico e comune. Si possono distinguere tre tipi di immagini comiche, o meglio definite come gag: la gag meccanica...

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