Que viva Mexico! Storia di un capolavoro perduto

”Que viva Mexico!” è un film, rimasto incompiuto, degli anni trenta. Si tratta di un grande capolavoro, oggi custodito in un museo. Qui è data la possibilità di poterlo ammirare e anche commentare. Storia del regista Il regista di questo capolavoro della cinematografia fu Sergej Michaijlovic Ejzenstejn, considerato, in quegli anni, un po’ al di sopra delle righe, poiché aveva una modalità del tutto personale di lavorare ai suoi film, sia per quel che riguardava la sceneggiatura sia per il modo in cui li girava. Essi erano incentrati su temi di interesse collettivo ed erano realizzati scritturando persone comuni e non i soliti personaggi famosi. Molti sono i suoi lavori, tra i quali annoveriamo, oltre a “Que viva Mexico!”, “La Corazzata Potemkin”. Durante la sua carriera, ha lavorato per le più grandi case cinematografiche, come ad esempio la Paramount, ancora oggi una delle produzioni più importanti del cinema contemporaneo. Quello che più caratterizzava Ejzenstejn era il coraggio di portare avanti le proprie idee e metterle in pratica nella realizzazione dei suoi film, ancora oggi apprezzati da moltissimi appassionati. Morì nel 1948 a causa di una gravissima emorragia. Cenni storici riguardanti “Que viva Mexico!” Questo film fu girato nei primi anni trenta e fu ambientato, chiaramente, in Messico. Fu finanziato grazie ad aiuti di un numero cospicuo di persone di origine nordamericana. Esso doveva essere una sorta di documentario, ma le riprese terminarono bruscamente a causa dell’esaurimento del sostegno finanziario ricevuto, costringendo il regista a rientrare nel suo paese natio: l’Unione Sovietica. Il materiale per il film, secondo accordi pregressi, doveva essere consegnato al regista in un secondo momento, ma i sovietici non tennero fede alla parola data. Questo materiale fu usato, infatti, per compiere altri lavori come “Lampi sul Messico”, “Time in the Sun”, “Eisenstein in Mexico” e “Death Day”. “Que viva Mexico!” è diviso in sei parti e narra della vita in Messico vista sotto ogni aspetto, compreso il capitolo della rivoluzione che si ebbe in questo paese. Per alcuni tratti è narrativo, ma ha anche connotati storici. Nel 1954 il film venne conservato al Museo di Arte Moderna di New York e, solo all’inizio degli anni settanta, fu accettato il suo ingresso nel paese sovietico. Alla fine di questo decennio, venne realizzato, col materiale a disposizione, una nuova versione di “Que viva Mexico!”, grazie all’opera di uno dei capi progetto che era rimasto ancora in vita, Grigori Alexandrov. In questo lavoro, il regista spiega la storia del progetto di questo film e il modo in cui sono state realizzate le riprese. Successivamente ne vennero addirittura realizzate altre versioni. In quella risalente alla fine degli anni Settanta, si...

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