“Il capitale umano” ora nelle sale

Una trama, un’idea che può riecheggiare quella del romanzo “Il falò delle vanità” di Tom Wolfe, che descriveva la società americana dei nuovi ricchi degli anni ´80. L’avidità, l’egoismo, la finanza, la ricchezza costruita sul nulla ed esibita, un incidente d’auto, sono elementi che Paolo Virzì utilizza nel suo ultimo film “Il capitale umano” per descrivere, e criticare, le ipocrisie della società lombarda e italiana in generale. La trama “Il capitale umano”, appena uscito nelle sale, narra le vicende di due famiglie della Brianza, gli Ossola e i Bernaschi. Il regista ne sottolinea le ipocrisie, l’attaccamento al denaro, l’assenza di valori, ne narra gli inganni e i segreti. Tutto inizia con la scena di un suv che, in una notte d’inverno del periodo Natalizio, investe un anziano cameriere di un catering che tornava a casa in bicicletta e poi corre via a tutto gas, lasciando il poveretto sul ciglio agonizzante. Come reagiscono i meschini protagonisti di questa vicenda? Il film è diviso in quattro capitoli, ognuno dedicato a un personaggio. Il primo descrive Dino Ossola, magnificamente interpretato da Fabrizio Bentivoglio, un ingenuo e ambizioso agente immobiliare che investe quasi tutto ciò che ha in operazioni finanziare insicure, perché si lascia convincere da Carlo Bernaschi (Fabrizio Gifuni), un magnate cinico e spietato. Si fida del ricco imprenditore perché ne invidia la posizione sociale e vuole diventare come lui a tutti i costi. Il secondo capitolo è dedicato a sue moglie, Carla Bernaschi, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Una donne di classe, sempre elegante sui suoi tacchi a spillo, ma molto fragile, ostacolata e aggredita dal marito e dal figlio, interpretato da Guglielmo Pinelli, in ogni sua proposta. Il terzo capitolo parla della figlia di Dino, Serena Ossola, interpretata da Matilde Gioli, innamorata e fidanzata con Massimiliano, figlio dei Bernaschi. Gli inquirenti sono convinti che sia coinvolta nell’incidente se non addirittura responsabile, ma lei nega di sapere alcunché. Infine, l’ultimo capitolo è dedicato ai colpi di scena e alla soluzione del mistero, accompagnando gli spettatori verso un finale inaspettato. L’accoglienza del pubblico Il film di Paolo Virzì, “Il capitale umano” è stato accolto con grande favore dal pubblico, nelle sue prime uscite nelle sale italiane, che ne hanno apprezzato il sarcasmo, la descrizione impietosa del malcostume italiano soffermandosi in particolare su quello dell’Italia del Nord, simboleggiato da tanti cliché sui brianzoli. Non esiste perciò solo il binomio meridione-mafia, ma un’anima nera che sta al centro dell’industrializzata Lombardia. Un film che non fa ridere per la goliardia toscana tipica di Virzì, che invece descrive, come un viaggiatore appena arrivato in terra straniera, le caratteristiche più dure, sconcertanti e repulsive dei vecchi e...

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