“La Grande Bellezza”: cosa rimane di Roma
Sep25

“La Grande Bellezza”: cosa rimane di Roma

Un film che ha suscitato grande scandalo, ma che forse non è stato preso nella giusta considerazione dalla critica. “La Grande Bellezza” è un film straordinario, diretto e sceneggiato da Paolo Sorrentino. Gli attori sono nomi conosciuti: dal protagonista, il grande Toni Servillo, che interpreta Jep Gambardella, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli e molti altri. La storia di Jep Gambardella Jep Gambardella è un giornalista navigato, un critico d’arte, uno scrittore, un uomo molto conosciuto nel mondo dei vip. Vive immerso in una mondanità tanto squallida e insignificante quanto sono grandiosi l’arte e il passato di Roma, di cui si fa fregio. Dopo aver scritto un libro molto apprezzato in gioventù non ne ha più scritti altri, e passa ora le sue serate in feste esclusive e ballando fino a tarda notte, pur non essendo più giovane. Jep Gambardella era molto ambizioso, ambiva non ad essere invitato alle feste dei vip. Ma ad “avere il potere di farle fallire”. E questo è riuscito ad ottenerlo, ha avuto dalla vita tutto ciò che voleva. Nonostante questo non è felice. Dal momento in cui gli si presenta sulla soglia di casa l’ex marito del suo primo amore, rimasto vedovo, con il diario di lei in mano, continua a pensare al amore giovanile perduto, che coincide forse con il momento in cui ha perso la voglia di scrivere libri. Questo episodio, insieme al compimento dei sessantacinque anni, lo portano a riflettere sulla sua vita e sul mondo in cui è immerso. Si rende conto di quanto siano superficiali e futili i personaggi che lo circondano, presi dalle chiacchere e dalla notorietà del mondo dello spettacolo, per cui tutto è apparenza. Uno spettacolo miserabile di caricature di soubrette ormai invecchiate e imbruttite, di chi anela in qualunque modo ad avere un po’ di notorietà, di vite private e rapporti intimi distrutti o inesistenti. Alla fine Jep trova però una via d’uscita e riprende la volontà di scrivere. La critica Accolto con freddezza al Festival di Cannes, dove è stato presentato quest’anno, il film trova però grande apprezzamento nelle sale, viene proiettato anche in Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Il 25 settembre ha vinto il titolo di “film rappresentante il cinema italiano” nella selezione del Premio Oscar 2014 al miglior film in lingua non inglese. E lo premia anche il pubblico sono nella prima settimana ha incassato oltre due milioni di Euro. A Cannes è stato criticato per aver voluto citare “La Dolce Vita” di Fellini senza esserne all’altezza. Ed in effetti le citazioni dei grandi autori della letteratura forse sono un po’ troppo ridondanti, a volte le sentenze ripetitive, a volte il ritmo rallenta...

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Venezia 70: tutti i vincitori della Mostra del Cinema di Venezia
Sep07

Venezia 70: tutti i vincitori della Mostra del Cinema di Venezia

La Mostra del Cinema di Venezia termina la sua settantesima edizione premiando un regista italiano, e non sono pochi i premi assegnati agli artisti del nostro Paese. Il Leone d’Oro va a Gianfranco Rosi per il film “Sacro Gra”, che racconta la vita nella periferia di Roma. Sul podio Il Leone d’Argento è andato invece ad un regista greco: a Miss Violence di Alexandar Avranos. Ed entra anche la Cina sul podio: il Gran premio della Giuria è stato consegnato a “Stray dogs” di Tsai Ming-Liang. Erano quindici anni che l’Italia non riceveva il premio più importante del Festival di Cannes, e questa è quindi una bella vittoria, a testimonianza del fatto che il nostro Paese è ancora in grado di produrre film di alta qualità tecnica e di profondo significato, capaci di rispecchiare e descrivere l’epoca in cui viviamo. Dopo “Così ridevano” di Gianni Amelio è quindi il documentario sul che si svolge ai margini del famoso raccordo anulare della capitale ad ottenere il plauso della giuria, quest’anno presieduta da Bernardo Bertolucci. Un film che racconta la vita difficile, i sentimenti, la solidarietà dei personaggi che vivono alla periferia di Roma, in una lavorazione che è durata tre anni. Tutti i premi Un’altra italiana, Elena Cotta, riceve la Coppa Volpi come migliore attrice, essendo la protagonista del film di Emma Dante intitolato “Via Castellana Bandiera”, un film che narra uno scontro, una sfida, tra due donne, in una Sicilia in cui dominano l’orgoglio, la caparbia, le guerre tra famiglie. Anche Themis Panou ottiene lo stesso premio per l’interpretazione del protagonista in “Miss Violence”, un uomo apparentemente buono e gentile, ma in cui in realtà si cela un mostro. Invece il premio Marcello Mastroianni per il miglior attore va a Tye Sheridan, che ha recitato in “Joe” di David Gordon Lee, ambientato in Texas, in fornisce l’occasione di redenzione a Nicolas Cage, che interpreta un ex detenuto. Il tedesco “Die Frau des Polizisten” (La moglie del poliziotto)di Philip Gronig, che narra il rovinarsi di un rapporto tra un poliziotto e sua moglie fino ad arrivare alla violenza, ha ricevuto il premio speciale della Giuriam netre Steve Coogan e Jeff Pope hanno vinto il premio per la miglior sceneggiatura di “Philomena” di Stephen Frears, una commedia brittanica sul tema della maternità, delle fede e della colpa con Judi Dench. Il miglior cortometraggio del festival francese è stato “Kush” di Shubhashish Bhutiani, a cui è andato il Premio Orizzonti: il film racconta la storia vera di un bambino sikh, in India, nel 1984 dopo l’assassinio del primo Ministro Indira Gandhi e durante le rivolte contro i sikh. Invece il premio speciale...

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